Ceppo Monet e Breccia Butterfly custodiscono la continuità silenziosa della pietra; il castagno bruciato introduce la memoria del fuoco, ciò che non annulla ma trasfigura, lasciando nella materia una traccia di passaggio. Tra questi stati si compone il vaso-maschera: non come sintesi, ma come durata delle relazioni che lo generano.
Il vaso è una soglia che non si apre né si chiude. La maschera non si applica alla forma: la attraversa. Accade dove la densità minerale incontra la ferita del legno, dove il tempo geologico e quello della combustione si sfiorano e si riconoscono.
In Persistenze, il volto non si fissa: riaffiora. Ogni vaso è una variazione quasi impercettibile dello stesso enigma, una figura che non risolve ma insiste, osservando come un custode silenzioso il continuo accadere della materia, fino a rendere visibile il momento in cui la materia emerge nel proprio compiersi e nel farlo, continua.
Design Gumdesign · Artigiani Cusenza Marmi + Nicola Tessari · Foto Laura Fiaschi · 2026