Il progetto
In occasione del centenario di Turandot, questo progetto assume l’enigma come principio creativo. Come nell’opera, la verità non si conquista: si manifesta nell’attesa, nello spazio tra desiderio e rifiuto, tra ciò che appare e ciò che continua a sottrarsi.
I materiali
Marmo, legno, sughero, rattan, cartone, cuoio e scagliola affermano ciascuno la propria autonomia. Nel loro incontro non si fondono, ma restano in dialogo, conservando la propria natura mentre danno origine a una forma unitaria.
L'esperienza
Le otto collezioni abitano la soglia tra presenza e sottrazione, tra volto e materia, tra permanenza e trasformazione. Ognuna esplora una diversa declinazione del rapporto tra materia e forma, tra funzione e simbolo.
L'elemento ricorrente
La maschera, presente in ogni collezione, non cela ma rende possibile l’incontro. È il volto che scegliamo di offrire all’altro, la soglia in cui l’identità si espone senza mai esaurirsi. Come i pazzi innamorati evocati da Turandot, vive della tensione tra desiderio e mistero: non pretende di rivelare una verità definitiva, ma custodisce ciò che resta irriducibile a ogni spiegazione.