Breccia Butterfly, Libeccio di Sicilia e Ceppo Monet danno corpo alla materia: la pietra come struttura dell’esistenza, come memoria stratificata dell’essere. Il cuoio nero chiude la forma come soglia ultima, trasformando il vaso in maschera.
Il vaso non è contenitore ma condizione: una forma interiore in cui ciò che è custodito e ciò che si manifesta coincidono. La maschera non aggiunge, ma rivela il momento in cui la forma si riconosce come tale.
Tra pietra e cuoio, tra profondità e superficie, l’identità non si stabilizza: si osserva mentre accade. Non definizione, ma processo.
Essere è già mascherarsi: abitare una forma che non spiega, ma espone.
In Essere Maschere, ogni vaso è una figura essenziale: non rappresenta l’uomo, ma ne mette in scena il movimento interno, come traccia di una coscienza in divenire.
Design Gumdesign · Artigiani Cusenza Marmi + Stefano Parrini · Foto Laura Fiaschi · 2026